giovedì, aprile 19, 2007

Il culto dell'acqua nel periodo prenuragico o del bronzo antico

Nelle zone interne della Sardegna centrale, si trovano tutt'oggi strutture, di tipica costruzione prenuragica, legate al culto dell'acqua.
Solitamente, tali costruzioni si accompagnano a necropoli a domus de janas, le quali, spesse volte dotate di canalette per lo spostamento di acque piovane.
Già da un' anno circa stiamo portando avanti studi su questo tipo di monumenti che purtroppo non hanno mai subito scavo e di conseguenza non hanno ancora restituito vasellame che sicuramente potrebbe datarle nel tempo.
Fino ad oggi abbiamo scoperto più di 40 circoli di pietrame con incanalamenti di acque, dei quali 23 in 5 km quadrati, e ci ripromettiamo al più presto di stilare un itinerario affascinante che vi porterà tra tombe a tafone, domus de janas e alcuni basamenti di costruzioni in fango "nuragiche" attestabili al primo ferro, simili a quelli di su cungiau e funtà (Nuraxinieddu - Or).
Aspettiamo segnalazioni di strutture analoghe da tutti voi!
Saluti
Mirko Zaru

Etichette:

mercoledì, gennaio 24, 2007

"I Beni Culturali tra sapere e sviluppo economico"

Venerdì 26 Gennaio a Borore si terrà l'incontro dibattito
"I Beni Culturali tra sapere e sviluppo economico"
con inizio alle ore 17:00 (finisce verso le ore 20:30)
al museo del pane di Borore!

Vi aspettiamo numerosi.

lunedì, gennaio 15, 2007

Inviateci anonimamente le foto dei vostri reperti nascosti a casa!

Questo testo và a tutte le persone che hanno dei reperti archeologici in casa e per ovvie ragioni non ne parlano con nessuno!

Chissa quanti reperti archeologici della Sardegna sono nelle case di tutti quanti; o per averli ereditati da un lontano zio o un parente stretto, o per averli ritrovati casualmente durante passeggiate in campagna e/o al mare, per chi arando l'orticello di famiglia le ha viste saltar fuori o più semplicemente perche si è dato mano a pala e piccone e si è andato a scavare in zone archeologiche abusivamente alla ricerca di grandi tesori.

Purtroppo questo "asportare", dalle zone interessate, di reperti, cocci, ecc, reca un grandissimo danno alla ricostruzione degli eventi del territorio a livello archeologico e scientifico!

Immaginiamo quanti bronzi, vasi con decorazioni, punte di freccia, statuine e altro potrebbero essere importanti per lo studio della civiltà Sarda! Per questo il nostro intento è quello di poter avere almeno la documentazione fotografica di questi reperti per studiarne le caratteristiche, che se coronate da informazioni sulla zona del ritrovamento potrebbero essere di aiuto per gli studi.
E' anche una buona occasione per chi, possedendoli nell'illegalità, volesse mettersi una mano sulla coscenza e aiutare l'archeologia.

Abbiamo perciò creato una pagina, che oltre alle foto inviateci fatte in diverse zone della Sardegna dagli utenti aiutando la divulgazione delle zone archeologiche, può essere un modo del tutto anonimo per l'invio di delle vostre foto dei reperti:

http://www.archeologiasarda.com/public/form_upload.asp

Nella pagina troverete questo testo:

Il materiale che ci perverrà da questo form sarà inserito in una sezione speciale "immagini dagli utenti" che verrà messa on-line appena ci perverrà abbastanza materiale perchè essa effettivamente abbia scopo di esistere.Le foto inviateci dovranno essere rinominate nel seguente modo "nomesito_comune_utenteinviante.jpg" in modo che comunque sia conservato il vostro nome come contributo ad Archeologia Sarda. Se tutti seguono queste semplici regole ed effettivamente ci invierete il materiale, tutto funzionerà al più presto possibile.Vi ringraziamo anticipatamente informandovi che se desiderate controllare che l'immagine sia stata caricata correttamente basterà digitare http://www.archeologiasarda.com/public/nomesito_comune_utenteinviante.jpg.

Per quanto vi riguarda basterà rinominare in questo modo le foto es:
bronzetto_territorio_comune.jpg
bronzetto_territorio_comune01.jpg
bronzetto_territorio_comune02.jpg
ecc

chiaramente per verificare l'effettivo upload baterà digitare
http://www.archeologiasarda.com/public/bronzetto_territorio_comune.jpg

Grazie a tutti quelli che vorranno aiutare la storia della Sardegna con alcuni click!

mercoledì, gennaio 10, 2007

Risultati di 1 anno di ricerche e studi

Sicuramente andiamo contro ogni cosa precedentemente scritta da noi stessi sul Blog!
Infatti, nella maggior parte dei casi, abbiamo, come succede spesso su internet, parlato prima di esserci documentati a dovere in materia.
Infatti:
  • In realtà sui giganti di Monti prama è stato tutto pubblicato (ad eccezione degli scavi di Ugas, che tiene gelosamente per sè) e le cose non sono poi così fantasiose come le avevamo descritte noi, nessun plotone di statue, e la planimetria della necropoli è stata pubblicata insieme ad ogni singolo frammento dei giganti!
  • Le tavolette di tricottu sono una bufala colossale, infatti in realtà sono stampi per puntali di foderi a incisione punto e virgola, quello che ci aveva ingannato era la smania di trovare ad ogni costo la scrittura dei Nuragici.
  • Il mito di Sardegna era Atlantide è finito nella polvere, nessun Tzunami ecc.

Speriamo in quest'anno di accrescere i nostri studi documentandoci di più prima di aprire bocca per sputare fuori sentenze... o meglio aria fritta!

Etichette:

martedì, aprile 18, 2006

I giganti di Monti Prama...studiosi in difficoltà


Il discorso giganti di Monti Prama è sicuramente difficoltoso per i teologi, gli archeologi e gli storici.
Il problema è che tutti quanti i suddetti, a partire da Giovanni Lilliu, avevano dato per scontato che la scultura a tutto tondo fosse attribuita, per quanto riguarda l'immediato mediterraneo, ai Greci e agli Egizi, ma in effetti di che periodo sono queste statue?
Dopo 30 anni di buio le statue sono tornate alla luce del sole, per un restauro.Ma la necropoli che fine ha fatto?
E l' heroon di Monti Prama?
Chiunque sia andato a cercarlo o a cercare la necropoli penso che si sia perso in mezzo alle distese desertiche del Sinis.
Il sindaco di Cabras, il Dott. Trincas, già da alcuni anni si batte per cercare di riportare le statue a Cabras, dove effettivamente dovrebbero essere, proponendo di ricostruire un heroon proprio a Monti Prama.
Per ora, le uniche ricostruzioni apprezzabili delle statue si sono potute vedere solo in un disegno in un libro di Ercole contu.Effettivamente queste statue sono affini come abbigliamento e fattezze a quelle dei bronzi rivnvenuti nel villaggio nuragico di Abini (Teti) e nel Monte Arcosu.
Dieci anni prima del ritrovamento dei giganti alti 2 metri e 40 cm, una testa affine a quelle di Monti Prama fù rinvenuta a Narbolia e ora si trova nell'Antiquarium Arborense di Oristano.
Dunque un mistero da chiarire, sarebbe interessante, al giorno d'oggi, che qualcuno stilasse una coraggiosa teoria su questi fantastici giganti, che, pur non essendo più a disposizione per lo studio, avrebbero il diritto di essere giustamente riconosciuti, come altre civiltà, gandi esempi di scultura Sarda.

Sarebbe inoltre giusto ribattezzare quello che fino ad oggi è stato batezzato come "NURAGICO", e sostituirlo con "SARDO". Sarebbe ingiusto continuare a chiamare una grossa civiltà con un aggettivo; qui mi rifaccio ad una frase di Mauro Maxia: " Chiamare il popolo sardo popolo nuragico, sarebbe come chiamare gli egizi il popolo delle piramidi".
Aspetto dei commenti.
Mirko Zaru

venerdì, aprile 14, 2006

Le tavolette di Tzricotu e il libro di Gigi Sanna

"Sardoa Grammata" Gigi Sanna ne ha fatto un libro, interessante tra l'altro ha trovato delle conclusioni che si avvicinano ad alcune tratte da me, anche se penso che effettivamente lui si sia spinto un pò troppo in là.
Il libro che si basa essenzialmente sul ritrovamento delle tavolette tzricotu sulle rive dello stagno di Cabras, ai piedi del Monti Prama dove oltre trenta anni fà furono rinvenute le statue dei "giganti di Monti Prama" e una necropoli di tombe a pozzetto di trentuno enumati.Non molto distante vi si trova il nuraghe tzricotu dove per l'appunto sono state trovate delle tavolette in bronzo.All'intendenza fù consegnata una delle tavolette.Nel suo libro Gigi Sanna parla di cinque tavolette di cui quattro sono conosciute solo per visione di alcune fotografie.Il prof. Raimondo Zucca, che si occupò dell' acquisizione della suddetta, la definì di periodo medioevale o addirittura un falso.
Il libro di Gigi Sanna è una interessantissima lettura, infatti insieme a pochi altri, è convinto, e lo dimostra discretamente, nonostante qualche lacuna nel concetto, che i Sardi, erano tutt'altro che un popolo senza conoscenza della scrittura, ma non solo, sostiene che fossero a conoscenza anche di alri linguaggi di altre popolazoni e che le usassero inerenti all'architettura.Pochi altri studiosi hanno avanzato queste affermazioni, il prof. Massimo Pittau per esempio nel suo libro "LA SARDEGNA NURAGICA" afferma che la scrittura del popolo sardo non si conosce perchè non si è mai cercata, dando er scontato che non esistesse.
Mirko Zaru

Archeologia Sarda 2006 - BLOG

Con questo blog spero ci sia una reciproca collaborazione nello scambio d conoscenze e interessi...